Riccardo è un ragazzo di 13 anni associato ad AGD Umbria che ha mandato questa lettera all'associazione:
"Sei entrato in me senza invito in carta da bollo, senza essere atteso, cambiando la mia vita nel bene e nel male. Sono un ragazzino di 13 anni e ho il diabete da quando ne avevo 5. Purtroppo 'Diabete' è una parola che viene usata per indicare una malattia, ma una malattia è qualcosa che ti rende diverso da chi ti circonda, quindi io non credo che il diabete sia una malattia.
Vado a scuola, gioco a calcio tre volte alla settimana, vado al cinema con gli amici, mangio e bevo (con moderazione) una pizza e un succo di frutta come tanti altri miei coetanei. Credo che il diabete sia per me come un coinquilino, un compagno con cui dividere il viaggio della vita.
Ogni amicizia, si sa, lascia un segno profondo nella tua memoria che non si cancellerà mai, ma come tutte le amicizie ti dà la forza di affrontare le prove che la vita ti riserva. Non tutte le persone capiscono questa cosa e alcuni miei (stolti) compagni di scuola mi considerano diverso, ma grazie all’aiuto dei miei genitori, dell’associazione con tanti medici, infermieri e psicologi sono riuscito a dare uno schiaffo morale a tutti coloro che considerano il diabete ed il diabetico una realtà da calpestare e da considerare inferiore.
Diabetico è una parola che mi sono sentito dire migliaia di volte, soprattutto a scuola (talvolta accompagnata anche da parolacce). Mi sono chiuso in bagno ed ho pianto, tanto, fino a mettermi in testa che è una parola che non devo considerare, così come chi la pronuncia. Vorrei essere definito 'ragazzo con diabete' e non diabetico perché, credetemi, per me ha tutto un altro significato: significa essere un ragazzo che vive con il diabete e non reso diverso dal diabete.
Un’altra cosa che ho dovuto malvolentieri accettare nel corso del mio viaggio, sono le iniezioni di insulina quotidiane e le misurazioni della glicemia, piccoli ostacoli, che ho superato, riesco a superare e supererò, accompagnato dalla fiducia che ho nella scienza e nella ricerca.
Riccardo"