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Il Convegno


  • Il programma

 
 • Le fotografie

Relazione di:


  • Nino Cocconcelli


  • Masimo Cipolli


  • Paolo Brunetti


  • Francesco Dammacco


  • Giovanni De Giorgi


  • Stefano Bartoli


  • Paola Marchionne Toscanelli


  • Adriano Falorni


  • Sonia Toni


  • Simona Caprilli


  • Giorgio Rifelli


  • Beppe Sivelli


  • Dario Iafusco

AGDI - Convegno Perugia - 5/6 Novembre 2004

Sonia Toni:
"COLLOCAZIONE E RUOLO DELLO PSICOLOGO NEI CENTRI DI DIABETOLOGIA"

 

Un buon controllo metabolico è importante a medio e lungo termine
Un buon controllo metabolico come può essere assicurato
Trattamento medico
monitoraggio
formazione
incoraggiamento
Altre azioni .....

 

Approccio al DMt1 in età evolutiva:
multidisciplinare
 
pediatra diabetologo
 
dietista
 
infermiere
 
psicologo
integrato
 
interventi "medici"
 
strategie educative e psicoterapeutiche
Olistico
 
benessere psicologico
 
benessere sociale
 
benessere fisico

 

Approccio olistico
Benessere psicologico
 
Benessere sociale
Benessere fisico

 

Problematiche
crisi iniziale alla diagnosi
adattamento durante lo sviluppo psico-somatico
difficoltà del controllo glicemico
 
-
ormoni controregolazione, fenomeno alba
comportamento della famiglia
inserimento nella scuola, con i coetanei
ostacoli all’aderenza alle “regole”(compliance)
psicopatologia: ribellione, fuga, DCA
necessità di una motivazione alla terapia

 

Importanza dei fattori psicologici nel diabete

..... storici:
  diabete come conseguenza di uno stato di “dispiacere prolungato” Thomas Willis 1684
diabete come conseguenza di una paura
identificazione della “personalità diabetica”
anni 1940-50
Messe incredibile di ricerca sugli aspetti psicologici del bambino con diabete
Scarsa applicazione della conoscenza psicologica al trattamento quotidiano

..... realistici:
  alcuni bambini con diabete hanno dei problemi psicologici
preesitenti
   
susseguenti
  vantaggio sicuro deriva dalla riduzione della ospedalizzazione
 
Simell T. Acta Paediatrica 1995, Swift P.G. BMJ 1993
  influenza dei fattori familiari sul controllo
 
Ryden O., Acta Paediatrica 1994, Dashiff C., Journal of Paediatric Nursing 1993

Comprendere le preoccupazioni dei genitori e le necessità del bambino
Evitare di sovraccaricare di informazioni. Dare tempo
Dare le informazioni richieste in modo appropriato
Non esiste un solo modo giusto di fare le cose. Soluzioni individuali a problemi individuali
Aiutare il bambino a condurre una vita buona senza aver paura di condividerla con il diabete

 

Un bambino stabile psicologicamente ha possibilità maggiori di diventare un adulto che si prende cura della propria salute
Importanza ambiente familiare
Importanza affrontare i problemi
Correggere fin dall’inizio
godere di una infanzia ragionevolmente normale
confrontarsi con una adolescenza relativamente non traumatica
imporsi come adulti indipendenti e collocarsi in un gruppo a basso rischio per complicanze

 

Attività dello psicologo

 

Esordio

Comunicazione della diagnosi
  shock della fase iniziale
Il medico
Esperienza frustrante
Situazione ansiogena
I genitori
I bambini
Prima di tutto vogliono e devono essere bambini

 

Esordio
Comunicazione della diagnosi
  shock della fase iniziale
  approccio diverso in base all'età

Bambini molto piccoli
....... impatto psicologico maggiore sui genitori
....... dolore per la perdita di un figlio normale
....... ansia

Necessità di un supporto adeguato
Verifica della fase
Tempi non uguali per tutti

 

Consigli per i genitori

Permettere di riprendere al più presto i compiti precedenti al ricovero
Non parlare troppo della malattia ed evitare una eccessiva attenzione verso i sintomi
Rendere piacevole il tempo libero, senza eccedere nell’accontentarlo
Permettere di parlare liberamente della sua malattia con i compagni
Evitare di fornire risposte elusive o creare false aspettative
Importanza del coinvolgimento di entrambi i genitori nella gestione

 

Problematiche
Importanza di una dimissione precoce o di un trattamento in DH
Esigenza di fornire “istruzioni”
Necessità che queste “istruzioni” siano recepite
Necessità che queste “istruzioni” siano messe in pratica
Genitori che non vorrebbero lasciare l’ambiente”protetto” dell’ospedale
  Necessità di essere vicini alla famiglia
  Telephone care
  Home care,visitatrici domiciliari
Bambini possono pensare che con il ritorno a casa passi tutto

 

Bambino
Genitori
Ribellione La madre lascia il lavoro
Insofferenza alla terapia
Infelicità, introversione Controllo sulla vita del figlio
Regressione Impedisce al figlio di crescere
Paure , senso di inadeguatezza
L’ansia degli adulti è recepita dai bambini

 

Quando il controllo va male
I genitori si sentono in dovere di trovare delle soluzioni
Il medico può entrare in questa spirale
Tentazioni:
Provare a cambiare l’insulina
 
Modificazione degli orari Nessun risultato
Ricovero del bambino  
Considerare la sfera psicologica

 

Attenzione a certi segnali
Ricerca di glicemie perfette come negazione della malattia

 

Il bambino che sviluppa diabete ha bisogno di aiuto e sostegno
Per crescere come individuo
Per sviluppare la fiducia in se stesso
Per allontanarsi dai genitori

I genitori hanno bisogno di aiuto
Per accettare che il loro figlio sia con diabete
Per permettere al loro figlio di crescere e responsabilizzarsi
Per decidere di lasciare al loro figlio a possibilità di fare scelte

 

Visite periodiche
Importanza di una formazione continua
Esigenza di instaurare una relazione terapeutica efficace
Esigenza di mantenere una motivazione elevata
Esigenza di rispondere a dei bisogni
Esigenza di dare un aiuto, quando serve
Scarsa aderenza alla terapia quale risultato di problemi irrisolti  
Attenzione a decodificare le situazioni problematiche  
Identificare idee sbagliate e indirizzarle correttamente  

 

Intervento dello psicologo

NEI CONFRONTI DEL MEDICO
NEI CONFRONTI DEL PAZIENTE (e nel caso del bambino, di quanto gli ruota intorno)
NEI CONFRONTI DEL RAPPORTO MEDICO PAZIENTE

 

Al medico è richiesta una preparazione specifica che lo renda capace di gestire il rapporto con il paziente, che assume connotati diversi a seconda del contesto e che si modifica nel tempo

Attività/passività (gestione dell’ esordio )
Direzione/collaborazione (gestione dell’educazione)
Partecipazione reciproca (successivamente)

Questi momenti nel corso del percorso terapeutico possono continuamente riproporsi ed ancora è fondamentale l’intervento dello psicologo per indirizzare di volta in volta l’atteggiamento più efficace

 

Importanza di non interrompere la comunicazione

Circolo vizioso dell’aggressività
Aggressività dei sanitari
Aggressività dei genitori
disapprovazione
diffidenza
colpevolizzazione
perplessità
Necessità di conoscere e prevenire questo atteggiamento

 

Terapia familiare

Famiglie disfunzionali
Bambini meno responsabili e sicuri (Ryden,Acta Paediatrica 1994)
Disaccordo sulla cura del figlio
Ridotta capacità sociale del figlio (Dumont, Diabetic Medicine 1995)
Controllo metabolico peggiore
i problemi familiari sono la causa o
il risultato dei problemi con il diabete

 

Certo che fa male

Certo che fa male, quando i boccioli si rompono.
Perché dovrebbe altrimenti esitare la primavera?
Perché tutta la nostra bruciante nostalgia
dovrebbe rimanere avvinta nel gelido pallore amaro?
Involucro fu il bocciolo, tutto l’inverno.
Cosa di nuovo ora consuma e spinge?
Certo che fa male, quando i boccioli si rompono,
male a ciò che cresce
male a ciò che racchiude.

Certo che è difficile quando le gocce cadono.
Tremano d’inquietudine pesanti, stanno sospese
si aggrappano al piccolo ramo si gonfiano, scivolano
il peso le trascina e provano ad aggrapparsi.
Difficile essere incerti, timorosi e divisi,
difficile sentire il profondo che trae, che chiama
e lì restare ancora e tremare soltanto
difficile voler stare
e volere cadere.

Allora, quando più niente aiuta
si rompono esultando i boccioli dell’albero,
allora, quando il timore non più trattiene,
cadono scintillando le gocce dal piccolo ramo,
dimenticano la vecchia paura del nuovo
dimenticano l’apprensione del viaggio -
conoscono in un attimo la più grande serenità
riposano in quella fiducia
che crea il mondo.

KARIN BOYE (1900-1941)

 

 

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