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Il Convegno


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Relazione di:


  • Nino Cocconcelli


  • Masimo Cipolli


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  • Sonia Toni


  • Simona Caprilli


  • Giorgio Rifelli


  • Beppe Sivelli


  • Dario Iafusco

AGDI - Convegno Perugia - 5/6 Novembre 2004

Simona Caprilli:
" LA VITA DI RELAZIONE DEI GIOVANI CON DIABETE"


Quando il diabete arriva:
...si inserisce...
..nel mondo del bambino/ragazzo popolato di amici, fratelli e sorelle, insegnanti, nonni, allenatori sportivi, estranei….

 

Per alcuni il diabete si inserisce in modo traumatico nella sfera sociale
può succedere che i bambini con diabete vivano con il timore …
di essere considerati diversi
di essere presi in giro a causa della malattia
di dover dare nuove spiegazioni quando conoscono nuovi amici
di dover affrontare restrizioni sconosciute ai propri compagni

 

Il bambino si sente in mezzo a:
Badare al diabete
Seguire gli amici

 

Le relazioni sociali in età evolutiva
nella crescita psicologica del bambino le relazioni sociali assumono una particolare rilevanza
costituzione dell’immagine di sè

 

Altri bambini invece convivono meglio con il diabete, fin dall’inizio e riescono a coinvolgere persone per loro importanti al di fuori della famiglie e questi riescono a sostenerli

 

 

Dipende da..
il livello di adattamento del bambino e del contesto familiare al diabete
le abilità sociali del bambino, precedentemente strutturate

 

buon adattamento emotivo. i bambini con diabete..
1.
considerano le attività quotidiane di autocontrollo come abitudini automatiche che fanno parte delle proprie responsabilità per vivere in modo sano;
2.
si sono adeguati alle indicazioni dietetiche e non vivono con frustrazione le limitazioni alimentari e la rigidità degli orari;
3.
svolgono le attività quotidiane con tranquillità, senza ansia legata ai controlli glicemici;
4.
stabiliscono delle relazioni sociali soddisfacenti;
5.
riescono a parlare del loro diabete con gli altri senza vergognarsi o imbarazzarsi;
6.
hanno una buona autostima e non provano un sentimento di inadeguatezza e diversità rispetto agli altri a causa del proprio stile di vita;

 

L’adattamento per il bambino
Il rientro a scuola può essere un momento critico perché con la classe il bambino sperimenta la propria condizione a livello sociale
Le limitazioni sull’alimentazione: possono far scaturire un sentimento di diversità.

 

 

Parlare del diabete: a chi?
Persone che devono sapere
Persone che potrebbero sapere
Persone che non devono sapere
Persone che sono in grado di intervenire
DIFFICILE DA DEFINIRE
Persone che il bambino incontra di rado
Inseganti, allenatori, parenti vicini, amici intimi
 
Persone che il bambino vede raramente

 

Come effettuare una scelta?
scegliere la soluzione che fa sentire il bambino più a suo agio, insieme a lui/lei
le persone che sapranno comunque del diabete
aspettare che l’argomento venga fuori da solo

 

Momenti critici.
L’ingresso nella nuova scuola
Il cambiamento di scuola mette alla prova il rapporto che il bambino ha con il diabete, facendo riemergere problematiche che sembravano risolte.

 

Momenti critici: L’adolescenza
Durante l’adolescenza si presentano:
cambiamenti biologici, cognitivi ed affettivi profondi
preoccupazioni per il corpo
ricerca di nuove relazioni e gruppi con cui identificarsi
diminuita soglia di tolleranza per ansia e frustrazioni

 

In questa fase critica il diabete può costituire un elemento “scomodo”.
Il bisogno di indipendenza si scontra con l’iperprotezione dei genitori e le restrizioni della terapia.
Indicazioni e controllo sull’alimentazione possono determinare un senso di diversità rispetto ai coetanei.
L’andamento non sempre ottimale della glicemia rappresenta una ferita per la sua autostima

 

Forme di pressione sociale:
l’ignoranza
gli altri che non conoscono il diabete
false conoscenze (“un mio amico aveva il diabete e…”)

 

 

Insegniamo al bambino l’ABC delle abilità sociali
insegnare al bambino a evitare i contatti “problematici” da solo : evitamento
usare “giochi di ruolo” per simulare possibili risposte del bambino
invitare i “molestatori” a conoscere il diabete

 

Sostegno al bambino
accogliere i suoi sfoghi e non minimizzare il problema
spiegare perché è stato molestato
cercare di far capire al bambino che anche altri vengono presi di mira

 

Educhiamo il contesto
Se il bambino è d’accordo è possibile raccontare alla classe come si svolge una giornata del bambino con diabete
Accertarsi che l’insegnante/allenatore abbia compreso il problema
Fornire al bambino gli strumenti per combattere l’ignoranza

 

Educarli all’autogestione:
il campo scuola
obiettivi “sociali”: confronto con altri bambini con diabete
obiettivi “pratici”: farsi la glicemia, somministrarsi l’insulina, imparare ad usare il diario
obiettivi educativi: coinvolgimento nella gestione del diabete per farla diventare uno “stile di vita”

 

Ricerca svolta nel 2001
Campione: 25 madri di bambini tra 7 e 9 anni
(divisione in 2 sottogruppi: diabete < o > 3 anni)
Metodologia: intervista semi-strutturata; analisi qualitativa
Come descrive le relazioni sociali di suo/a figlio/a?
E’ disposto/a a parlarne con i coetanei?

 

60% madri afferma che il bambino ha un buon rapporto con i compagni

 

56% delle madri afferma che il bambino ha alta disponibilità a parlare del diabete con i compagni

 

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